I Consiglieri del Comune di Palermo si candidano. Quali motivi per NON votarli

di Ivan Di Fiore

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Molti mi hanno chiesto di scrivere questa nota sul Consiglio Comunale di Palermo, anche in considerazione del fatto che i consiglieri comunali in blocco stanno ricandidandosi alle nuove elezioni comunale e che 3 consiglieri uscenti si sono addirittura candidati alle Primarie della sinistra. Molti si diranno: se così è, vorrà dire che il Consiglio Comunale di Palermo ha prodotto grandi risultati e ha lasciato un grande segno positivo nei ricordi dei palermitani! Del resto, in una città normale chi voterebbe mai un ex consigliere comunale accusato di non aver fatto nulla per 4 anni?

Lasciando andare la discussione se Palermo è una città normale oppure no, passiamo a documentare i fatti, anche attraverso una serie di articoli pubblicati da vari giornali.

Un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano di settembre 2010 descrive l’operato dei nostri consiglieri. Costano quasi tre milioni di euro l’anno, tra gettoni di presenza e indennità. E un altro milione di euro lo prendono per prestazioni di servizio, convegni, corsi di formazione. Sono i cinquanta consiglieri comunali di Palermo, profumatamente pagati dai cittadini per accompagnare la città a un disastro ogni giorno più imminente. Alcuni di loro in aula non si sono quasi mai visti. 

Il Consiglio comunale palermitano è stato convocato nel 2009 44 volte, ma in diversi casi non si è raggiunto neppure il numero legale. A conti fatti, ogni riunione di Consiglio è costata ai palermitani quasi 80mila euro. Senza contare il fatto che alcuni consiglieri sono anche dipendenti di enti pubblici. Le loro assenze dal lavoro, ordinariamente giustificate dagli impegni d’aula, sono rimborsate dal Comune. Del resto, non è necessario presentarsi in aula, per reclamare il gettone di presenza. Ciascun consigliere, infatti, esplica la propria attività in una delle sette commissioni consiliari. E basta presentarsi e firmare, per il fatidico gettone. Quanto poi a produrre atti da votare in aula, è un altro paio di maniche. Sempre nel 2009, le uniche due commissioni che hanno presentato in aula atti deliberativi sono state la commissione urbanistica e la commissione bilancio. Durante le varie sedute di Consiglio, sono stati prodotti nel 2009 769 atti, 682 dei quali in realtà hanno dato il via libera a spese non preventivate (debiti fuori bilancio). Che nel 2009 hanno già superato i 27 milioni di euro. (http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/05/palermo-gli-impegni-dei-consiglieri-comunali-farsi-il-pass-e-approvare-i-debiti-fuori-bilancio/56695/)

Allora sono andato a vedere cosa è successo nel 2011, guardando nella sezione Delibere e Ordinanze del sito internet del Comune. (http://www.comune.palermo.it/comune/giunta/delibere_ordinanze.htm)

Non vedo nessun cambiamento sostanziale, visto che le convocazioni nel corso del 2011 sono state 43 (quindi un po’ più di 3 sedute al mese), per 77 sedute, e le delibere prodotte 653, l’80% delle quali riguardanti bilancio e debiti fuori bilancio.

Della assoluta inefficienza del Consiglio si è occupato a più riprese anche La Repubblica che tra l’altro, a fine agosto 2011, assistendo a una seduta durata solo 20 minuti, denuncia una situazione diventata insopportabile: “una seduta lampo, costata 4.212 euro: 210 euro l’ora, solo di gettoni di consiglieri comunali che, più pagati d’Italia, prendono 156 euro lorde anche solo per rispondere all’appello. Ma la cifra lievita e supera i 4.500 euro se oltre ai gettoni dei consiglieri, si calcolano anche i costi di straordinario del personale: due portieri, due centralinisti, due commessi d’aula, più i tecnici di supporto all’aula, per esempio il personale che redige i verbali. Una decina di persone che, per ogni ora di straordinario, guadagnano circa 15 euro l’ora: due sere fa gli addetti sono stati impegnati per poco più di due ore (prima e dopo la seduta) per una spesa complessiva di circa 300 euro. Da aggiungere ci sarebbero pure i costi delle utenze, a cominciare dalla luce. La seduta lampo non ha prodotto alcunché: venti minuti dopo l’avvio dei lavori, una parte dei consiglieri ha abbandonato l’aula spaccandosi sul prelievo di una mozione. Venti minuti, 4.500 euro di costi. Una paralisi da record considerato che – eccezion fatta per il documento di previsione – l’ultima delibera è del 6 giugno scorso: dall’inizio dell’anno sono stati una dozzina gli atti approvati.” (http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/08/31/news/sedute_lampo_in_consiglio_comunale_venti_minuti_per_intascare_il_gettone-21066364/)

Ed è inutile vedere la presenza dei consiglieri alle sedute, visto che molti arrivano, firmano e poi vanno via, senza partecipare attivamente. Basta infatti essere presente all’inizio della seduta o nel corso della stessa, anche solo per cinque minuti, per collezionare una presenza al pari di chi sta ore ed ore in Aula. Inoltre, le presenze a Sala delle Lapidi non equivalgono, in modo preciso, ai gettoni: il tetto mensile di 21 si ottiene, spesso, grazie ai lavori in commissione. (http://www.livesicilia.it/2012/01/07/chi-sono-i-consiglieri-piu-presenti-ecco-la-classifica-di-sala-delle-lapidi/).

E non finisce qui. Infatti le organizzazioni da cui dipendono i consiglieri comunali ricevono un rimborso per ogni assenza dal lavoro dello stesso consigliere. E capita quindi che alcuni consiglieri siano stati denunciati per avere avuto la fantasiosa trovata di far moltiplicare dall’impresa privata, dalla cooperativa, o dall’associazione sportiva da cui dipendono, l’importo del proprio emolumento. (http://www.laltraagrigento.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3966:la-casta-dei-consiglieri-comunali-importante-documento-di-arnone&catid=38:inchieste&Itemid=416)

L’avv. Giuseppe Arnone, consigliere comunale del PD di Agrigento, denuncia quanto di seguito: prima della elezione a consigliere erano semplici impiegati, percepivano poco più di un migliaio di euro al mese. Eletti consiglieri comunali, ecco per loro un mega contratto da dirigente. Lo stipendio si triplica, unitamente al “buco” nelle casse comunali di Palermo. E la “magia” è costituita dal fatto che questa folgorante carriera, con aumento dello stipendio, che non ha pari in alcun posto d’Europa, avviene proprio mentre l’impresa di famiglia, l’associazione, la cooperativa, sono “costrette” a fare a meno di questo così “prezioso” lavoratore in carriera. E, come si sa, i consiglieri palermitani sono oberati dalle attività di commissioni e affini (con tanto di gettoni di presenza e soprattutto rimborso dello stipendio) praticamente ogni giorno. In sostanza, l’attuale legislazione ha trasformato i consiglieri comunali di Palermo in “impiegati delle commissioni consiliari”, pagati però con stipendi dirigenziali.

Quasi ogni mattina, i bravi consiglieri comunali palermitani vanno a svolgere la loro attività – e adesso vedremo che attività – nelle commissioni consiliari. E per ogni riunione, appunto, hanno diritto ad un gettone di presenza pari a 156,00 euro lordi, nonché al rimborso della giornata lavorativa per il datore di lavoro. Ad esempio, il consigliere impiegato (o, meglio, dirigente super pagato) presso un’associazione sportiva, ottiene lo stipendio dirigenziale dalla medesima associazione, pur essendo sempre assente dal posto di lavoro e questa associazione viene poi interamente rimborsata dal Comune.

Inoltre, un certo numero di consiglieri comunali palermitani ha scoperto che è più vantaggioso amministrare la città abitando in comuni della provincia. Abbiamo consiglieri comunali di Palermo i quali, ad esempio, “abitano” nel comune di Cefalù, ove da sempre detengono la casa per le vacanze. E, avendo la residenza a Cefalù, ogni giorno sono costretti ad estenuanti viaggi per partecipare alle famose commissioni consiliari. Ovviamente, non è giusto, non è opportuno, non è morale, che un consigliere comunale – che già si sacrifica partecipando alle commissioni – debba pure gravare il proprio bilancio familiare delle spese di benzina e di trasferta. E allora? Ci pensa il Comune. Il consigliere – viaggiatore ha diritto a una congrua indennità chilometrica per i disagevoli viaggi cui si sottopone ogni giorno, nell’interesse dei cittadini, tra Palermo e Cefalù. Insomma, questi consiglieri che risiedono fuori Palermo costano, ciascuno, una somma ben superiore ai 50 euro al giorno, a seconda della distanza e dell’autovettura posseduta. Praticamente, in questo modo, il consigliere di Palermo che risiede a Cefalù costa al Comune una cifra pari a un altro stipendio, solo di rimborsi  benzina.

Dicevamo che a Palermo le commissioni si tengono ogni giorno. Ogni giorno si ha diritto al gettone, ogni giorno si ha diritto al rimborso della giornata lavorativa. E, al Comune di Palermo, il consigliere può percepire al massimo 3.000 euro lordi per i gettoni di presenza mensili. Cioè, per capirci, ogni consigliere non può superare il tetto massimo, in gettoni di presenza, di 3.000 euro mensili. E quindi, ciascun consigliere a Palermo può costare all’Ente 3.000 euro mensili di gettoni, più lo stipendio (anche da dirigente) che il Comune rimborsa al datore di lavoro, pari ad ulteriori 4-5.000 euro mensili, più il rimborso spese per l’eventuale trasferta. A Palermo, quindi, vi sono consiglieri che costano ai contribuenti anche oltre 10.000 euro al mese tra, appunto, rimborso dello stipendio dirigenziale, rimborso delle spese di viaggio e gettoni di presenza.

Poi vi è la questione delle “missioni istituzionali” dei consiglieri comunali. Sino allo scorso anno, soprattutto i consiglieri di maggioranza, avevano quasi scambiato il Comune per un’agenzia di viaggi. Una missione a Bruxelles, a Roma, a Venezia, non si negava a nessuno dei berlusconiani. Ovviamente, cosa facessero i consiglieri in missione era ed è un “segreto di Stato”. Ovviamente, nessuno di costoro depositava presso il Comune una doverosa relazione che consentisse agli altri colleghi di “fare tesoro” dei risultati di quegli importantissimi viaggi istituzionali.

Continuando, Giuseppe Arnone mette l’accento sul fatto che Il consigliere Ferrandelli fa parte della commissione “attività produttive” del Consiglio Comunale di Palermo, commissione che, ad onta del nome, ha stracciato ogni record (negativo) di “produttività”. Sarebbe molto meglio chiamarla commissione “attività improduttive”. Ogni anno, questa commissione costa ai contribuenti, di soli gettoni di presenza, una cifra prossima ai 300.000 euro, cui devono aggiungersi, ovviamente, i rimborsi spese degli “stipendi” e quelli delle spese di “trasferta”. Quindi, tale commissione costa complessivamente ai palermitani una cifra senz’altro superiore ai 500.000 euro, di sole somme che si trasferiscono dal Comune ai consiglieri comunali. Poi ci sarebbero da aggiungere gli stipendi degli impiegati che “assistono” la commissione, ecc. ecc..Questa commissione, a fronte di cotanta spesa da mezzo milione di euro, a fronte di riunioni sostanzialmente giornaliere, tenutesi per oltre quattro anni, ha elaborato ben quattro pareri su regolamenti. Una media di un parere all’anno. Meditato in commissioni che si riuniscono ogni giorno.

Un regolamento è quello relativo alle marche da bollo, due sono relativi a obblighi di legge in materia di centri commerciali, e il principale dei regolamenti è quello (poi, peraltro, non approvato dal Consiglio) relativo alla collocazione di gazebi innanzi a bar, pizzerie e altri esercizi commerciali.

L’improduttività dei consiglieri è stata anche denunciata da Confindustria Palermo che dichiara a novembre 2010: “”La condotta del consiglio comunale è indecente. Le assenze reiterate dei consiglieri sono un oltraggio ai cittadini, agli elettori, alle regole democratiche” (http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/110876/industriali-accusano-consiglio-comunale-palermo-condotta-indecente.htm)

Oltre tutto, l’opposizione all’ex sindaco Cammarata era prevalente nel Consiglio Comunale, contando su 29 consiglieri su 21. Eppure non è riuscita a produrre granché, impegnata com’era dalle opposizioni interne (http://www.qds.it/8252-palermo-consiglio-comunale-bloccato-e-improduttivo.htm).

Una tale catalessi consiliare non poteva passare inosservata al Commissario Latella, la quale ha dovuto scrivere al Consiglio a inizio febbraio bacchettando i consiglieri per tutte le cose non fatte e diventate improcrastinabili (http://www.tv7partinico.it/visualizza.asp?val=3100). Cinque sono i punti che per il Commissario giacciono all’interno di un chilometrico ordine del giorno ormai da mesi e che attendono di essere approvati da Palazzo delle Aquile. Si va dal Put, che consentirebbe di riattivare le Ztl “evitando di incorrere in ulteriori violazioni”, al regolamento per la disciplina delle acquisizioni in economia di forniture di beni e servizi, passando anche per i contributi in conto capitale per il recupero del centro storico, con la riapertura dei termini del bando del 2011, e il riconoscimento di oltre 300 debiti fuori bilancio, la cui responsabilità, si legge nella nota, ricade comunque sui consiglieri.

Prima di andare a votare, miei cari concittadini, meglio essere informati e consapevoli.

I Consiglieri del Comune di Palermo si candidano. Quali motivi per NON votarliultima modifica: 2012-03-05T12:55:00+00:00da negrifil
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